Ancona - Due passi di tango per dribblare l'Atletico e prendergli il primo posto. Carlos Tomas Aquino (nella foto), quasi trentenne attaccante argentino del Trodica, racconta la sua domenica speciale, contraddistinta da due reti (più altre occasioni mancate di un soffio) che hanno permesso alla sua squadra di tornare in vetta. “Dovevamo vincere ad ogni costo contro la prima in classifica – esordisce il bomber –. Adesso che ci siamo riusciti con pieno merito per noi è molto meglio, però il nostro campionato inizia ora. Noi ci crediamo, ci abbiamo sempre creduto, anche se abbiamo perduto qualche partita di troppo. Abbiamo vinto comunque delle partite decisive come quella di domenica o come quella con il Corridonia. Adesso ne abbiamo un'altra sabato molto importante a Porto Potenza”.Qual è stata la carta vincente del Trodica nell'ultimo impegno?
“Il gruppo. La squadra che è molto unita e poi ci ha dato una grossa mano anche il pubblico che ci sta seguendo numeroso sia in casa che fuori”.
Un Trodica che veniva dalla sconfitta di mercoledì a P.S.Elpidio...
“Era impossibile giocare con quelle condizioni. Come c'è stato il portiere della Monturanese che si è sentito male, anch'io non stavo bene e sono stato costretto a chiedere il cambio perchè non mi sentivo più un braccio che mi era diventato tutto nero. Impossibile giocare così con quel freddo, neve, pioggia, c'era di tutto. Non capisco perchè l'arbitro non l'ha sospesa. Poi avevamo pure D'Angelo infortunato che sceso in campo ugualmente ma anche lui ha chiesto il cambio. No, proprio non si poteva giocare”.
Insieme a lei in prima linea ci sono giocatori con tanta qualità come D'Angelo, Bartolini, Goglia, Bartolucci: davvero un attacco con i fiocchi...
“Siamo molto forti in avanti e per me non è stato difficile inserirmi”.
Con una squadra votata all'attacco, a volte si crea il problema della copertura...
“Siamo messi bene anche dietro con Ardito, Conforti e anche gli under sono molto validi. Stiamo bene così”.
Ma cos'è mancato al Trodica per fare il salto di qualità definitivo?
“Un po' di convinzione. Vinciamo una partita poi non sempre riusciamo a ripeterci. A volte ci abbattiamo troppo facilmente”.
Per lei questa è sesta stagione nel campionato italiano...
“Non ci pensavo proprio a venire in Italia a giocare: stavo per andare in Messico poi c'è stata la telefonata di mio cognato che mi ha convinto venire a giocare con la squadra del loro paese, il Trodica. È stata una scelta dettata dalla famiglia, come di ritornare a giocare a qui dopo quattro anni con la Cingolana. Non sono più un ragazzino, ho ventinove anni e sento il bisogno di stare il più vicino possibile alla mia famiglia. Devo ringraziare il presidente Cardinali che mi acconto qui e mister Mazzaferro che mi dà la possibilità di giocare”.
Con le ultime due siamo già a nove reti...
“Sarebbero undici, due non sono stati dati a me ma a D'Angelo e Bartolini. Non c'è problema, abbiamo vinto ugualmente. Ho regalato un gol a Bartolini!”.
In definitiva chi vince questo campionato?
“Il Trodica!”.
Giuseppe Moreschini
(tratto da "Il Corriere Adriatico" del 19/02/2010)